Abbazia di Morimondo
Abbazia di Morimondo
Indirizzo: piazza SanBernardo, Morimondo
L'ABBAZIA CISTERCENSE DI MORIMONDO L'abbazia fu fondata nel 1136 da dodici monaci e dal loro abate Gualchezio, provenienti da Morimond in Borgogna, i quali arrivati un paio di anni prima avevano individuato nel piccolo insediamento di Faruciola (piccola fara di origine longobarda) lungo una strada di origine pre-romana il luogo adeguato per la costruzione di un'abbazia di grandi dimensioni. Infatti pur seguendo la tipica planimetria cistercense, a Morimondo, i monaci dovettero adeguarsi alla forma del terreno scelto, posto sulla cima di un terrazzamento prodotto dal fiume Ticino nel corso dei secoli e quindi costruirono il loro monastero su quattro livelli, invece degli abituali due. La chiesa si trova nel punto più elevato e guarda verso la vallata del Ticino. I lavori iniziarono nel 1182 e terminarono nel 1296 con la facciata di forme tipicamente gotiche lombarde e con l'inserimento di alcuni bacini ceramici nella parte superiore della facciata a vela. L'interno in mattoni rossi, sobrio, rispetta le consuetudini stilistiche ed estetiche dell'ordine cistercense ed i pochi affreschi sono tutti di epoca tarda rispetto alla fondazione. L'acquasantiera in pietra scolpita non è originale: probabilmente è stato riutilizzato qui, in epoca imprecisata, il lavabo che si trovava nel chiostro in prossimità del refettorio. Lo dimostrerebbero i fori nei mascheroni scolpiti che sono stati chiusi ma da cui prima usciva l'acqua che serviva ai monaci per lavarsi le mani.  In chiesa le principali modifiche risalgono agli anni successivi al 1564, quando San Carlo Borromeo decise di destinare la chiesa abbaziale anche a chiesa parrocchiale per le famiglie dei salariati che si erano raccolti attorno all'abbazia: viene collocato il fonte battesimale e viene spostato sul retro dell'altare il coro ligneo, opera dell'abbiatense Francesco Giramo e datato 1522. Un'altra opera artistica degna di nota è l'affresco datato 1515 di scuola luinesca, che in origine si trovava nel chiostro, ma che attualmente è stato ricollocato nel transetto meridionale per proteggerlo dalle intemperie. 
Attualmente la valorizzazione del complesso è promossa dalla Fondazione Abatia Sancte Marie de Morimundo: la chiesa ha un ingresso libero e gratuito durante gli orari di apertura, mentre le sale del monastero sono un museo per il cui accesso bisogna pagare un biglietto e sono aperte più sporadicamente. Pertanto è meglio consultare le modalità più aggiornate di visita al sito istituzionale della Fondazione: www.abbaziamorimondo.it Lungo i lati del chiostro si incontrano la sala capitolare, il locutorium, l'accesso alla sala da lavoro dei monaci coristi, ed il refettorio. Il calefactorium, o sala del camino, è stata distrutta nel Seicento per ricavare un grande scalone di raccordo tra tutti i livelli del monastero e che serve ancora oggi per collegare nella visita il piano del chiostro con il livello della seconda sala da lavoro dei monaci coristi ed infine con la sala dei fondatori, in cui si riconoscono chiaramente le tracce dell'ultimo uso a stalla. Dal dormitorio posto all'ultimo piano c'è una bella vista sulla campagna circostante in cui si riconoscono i segni delle marcite, una tecnica agricola molto importante nel territorio fino alla metà del XX secolo.  Molto interessanti sono le decorazioni pittoriche su muro nella sala da lavoro dei monaci coristi che risalgono anche alla metà del XII secolo e le tracce di incendio nel dormitorio, testimonianza delle difficoltà che la popolazione viveva tra XII e XIII secolo per le contese tra Milano e Pavia per il predominio sul territorio. Nel dormitorio si trova anche una cella monastica affrescata nel Seicento con motivi floreali e a finti pannelli marmorei che si ritiene appartenesse all'abate.  Oggi il piano del dormitorio è sede di una piccola esposizione di oggetti provenienti dalle chiese e dagli oratori campestri della nostra zona di proprietà dell'Ospedale Maggiore di Milano.
(testo di Laura Re)