CERTOSA DI PAVIA
CERTOSA DI PAVIA
Indirizzo: via del Monumento, 4, Certosa di Pavia
Orari:Da Ottobre a Marzo dal Martedì al Sabato 9,00-11.30/14.30-16.30 Domenica e feste di precetto 9,00-11.30/14.30-17.00 Aprile da Martedì a Domenica e feste di precetto 9,00-11.30/14.30-17.30 Da Maggio a Settembre da Martedì a Domenica e feste di p
Uno dei capolavori del rinascimento italiano, la Certosa doveva ospitare il cenotafio di Ludovico Sforza e Beatrice d'Este.
LA CERTOSA DI PAVIA Dalla Historia di Milano di Bernardino Corio, sappiamo che Caterina Visconti nel 1390 dispose di far costruire un monastero certosino in una località del pavese sotto forma di voto, per cui incontrando il favore anche del marito Gian Galeazzo Visconti, egli iniziò a dare donazioni all'ordine certosino a partire dal 1393. Nel 1394 convocava i Certosini di Siena per collaborare con gli architetti Bernardo da Venezia, Cristoforo da Conigo e Giacomo da Campione alla costruzione di un edificio dedicato a Santa Maria delle Grazie, appena poco più a nord del parco del castello di Pavia. Il 27 agosto 1396 fu posata la prima pietra ed i lavori progredirono fino alla morte di Gian Galeazzo nel 1402, ma rallentarono all'epoca di Giovanni Maria, morto il quale nel 1412 ripresero alacremente con Filippo Maria. Nel 1428 compare tra i principali responsabili del cantiere Giovanni Solari, che vi lavorò fino all'avvento della dinastia sforzesca. Nel 1434 fu costruito il primo vestibolo, poi chiamato “interno” e nel 1454 il secondo vestibolo con funzione di portineria dove veniva distribuito il pane ai poveri. Francesco Sforza, diventato duca di Milano, riconfermò i privilegi e le concessioni viscontee alla Certosa di Pavia e i lavori della chiesa ripresero nel 1452. Nel 1453 il Duca affidò i lavori a Guiniforte, figlio di Giovanni Solari, che era stato richiamato al cantiere del Duomo di Milano. I lavori della chiesa rallentarono però forse a causa di contrasti tra Guiniforte Solari e il vecchio Cristoforo da Conigo, ma alla fine fu posta la copertura nel 1462.  Nel 1465 sono presenti nel cantiere lo scultore Antonio Rizzo da Venezia e il pittore Vincenzo Foppa, ma non rimangono tracce delle loro opere. Nel 1472 fu terminato il chiostro grande su disegno di Guiniforte Solari. Nel 1473 i monaci incaricarono i fratelli Cristoforo e Antonino Mantegazza, a cui affiancarono nel 1474 Giovan Battista Amadeo, della facciata della chiesa.  Il 1° marzo 1474 furono solennemente traslate le spoglie di Gian Galeazzo Visconti, il munifico fondatore. Anche il cantiere della facciata incontrò incomprensioni tra i progettisti ed infine l'Amadeo si assunse la responsabilità dell'incarico per la decorazione, collaborando con Benedetto Briosco e con l'architetto Giacomo Antonio Dolcebuono. Ludovico il Moro mostrò grande interesse per la Certosa di Pavia e la visitò nel 1481, ma non rimase soddisfatto del coro e quindi ne ordinò la costruzione di uno nuovo sotto la direzione del suo fiduciario Ambrogio Panigarola. Inoltre stabilì la presenza costante di Ambrogio da Fossano detto il Bergognone, che immortalò nel transetto il casato Visconti-Sforza. Nel 1494 accompagnò in visita Carlo VIII, che era di passaggio per la conquista del Regno di Napoli. Nel 1497 fu consacrata la chiesa dal cardinale Bernardino Lopez de Carvajal, delegato di Alessandro VI e l'evento fu celebrato dal Briosco nel 1501-1508 in uno dei quattro bassorilievi dell'imbotte. Furono commissionati lavori a Filippo Lippi, che forse non arrivarono mai in Certosa, e al Perugino, con quattro scomparti per un polittico completato da Mariotti Albertinelli e Frà Bartolomeo. Durante la dominazione francese i monaci riuscirono a ottonere di aumentare a 36 il numero delle celle e di poter trasformare anche le 24 preesistenti.  Nel 1542, mentre si lavorava ancora alla facciata della chiesa, Paolo III con bolla pontificia dichiarava compiuta la “Fabbrica” della Certosa.  Nel 1564 i monaci fecero giungere in Certosa il cenotafio con le statue di Ludovico il Moro e Beatrice d'Este, scolpito nel 1497 da Cristoforo Solari, detto il Gobbo. Nel 1567 ornarono il refettorio con la Cena di Ottavio Semini. La decorazione della chiesa vide la presenza di insigni maestri, soprattutto del Seicento: Gian Battista Crespi, detto il Cerano, per la pala con la Vergine, Sant'Ugo e San Carlo Borromeo nell'altare del transetto meridionale, Camillo Procaccini con la Santa Veronica (1605) e l'Annunciazione (1616), Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone, con la Madonna del Rosario (1617), Daniele Crespi con il Redentore nella gloria degli angeli, G.F. Barbieri, detto il Guercino, consegnò nel 1641 la pala con La Vergine e il Bambino tra i santi Pietro e Paolo, Carlo Carrara con la pala di San Benedetto e Santa Scolastica, Giovanni Ghisolfi affrescò le pareti della terza cappella di destra con Scene della vita di San Benedetto (1670), stefano Danesi, detto il Montalto, allievo del Morazzone, si occupò della cappella dei santi Pietro e Paolo (1688). Inoltre lavoravano in cantiere anche numerosi scultori (Dionigi Bussola, Francesco Basso, Carlo Simonetta, Giuseppe Rusnati e Siro Zanella) che realizzarono le statue dei Dottori della Chiesa e degli Evangelisti. Nel chiostro piccolo Daniele Crespi ha affrescato le scene della Passione del Signore, però oggi assai rovinate.  Il Settecento è un periodo triste per la Certosa e termina con la soppressione degli ordini contemplativi per ordine di Giuseppe II d'Austria nel 1782. Pertanto l'officiatura della chiesa fu concessa ai Cistercensi, il cui ordine fu soppresso per volontà di Napoleone Bonaparte nel 1796. La Certosa fu quindi presa in carico dai Padri Carmelitani Scalzi di Varese, a cui si aggiunsero quelli di Milano (1805), che a loro volta furono soppressi nel 1810. I locali furono poi vandalizzati e depredati dalle truppe napoleoniche, il cui comando mandò all'asta anche i mobili (1798), fece depredare e profanare il sepolcro di Gian Galeazzo Visconti e saccheggiare la Biblioteca e l'Archivio.  Su iniziativa di alcuni nobili milanesi, con il ritorno della casa d'Austria in Lombardia, l'imperatore Ferdinando I concesse nel 1843 il ritorno dei Certosini, che furono costretti ad abbandonare nuovamente nel 1882 dopo la legge di incameramento dei beni ecclesiastici da parte del governo italiano. Dopo i Patti Lateranensi, nel 1930, in virtù di una convenzione, i Certosini fecero ritorno in Certosa fino al 1947, quando furono sostituiti dai Carmelitani, che se ne andarono nel 1961. Dal 1968 sono tornati in Certosa i Cistercensi.