ORATORIO DI SAN GALDINO IN ZELO SURRIGONE
ORATORIO DI SAN GALDINO IN ZELO SURRIGONE
Indirizzo: via Vittorio Emanuele, Zelo Surrigone
L'oratorio di san Galdino si distingue dagli altri oratori rinascimentali per la qualità degli affreschi conservati al suo interno.
Le grandi famiglie milanesi, divenute proprietarie delle terre di recente bonificate a partire dal quattrocento, costruivano in prossimità degli insediamenti rurali e delle cascine - allora abitate da decine di famiglie, ovvero centinaia di persone che lavoravano nei campi dei proprietari, dei piccoli edifici devozionali, ove si officiavano i riti religiosi. Spesso questi edifici, pur semplici, denotano una certa cura che presuppone un disegno architettonico, e conservano affreschi e decorazioni che per qualità della fattura denotano il lavoro di maestranze urbane.

L'oratorio di san Galdino si presenta all'esterno come un semplice parallelepipedo col tetto a capanna, addossato a un edifico oggi adibito a ristorane.

La mancanza totale di intonaci,  la presenza di archi ciechi, lesene e di un semplice timpano in facciata, creato con una piccola cornice in mattoni, così come la  stilatura dei mattoni chiaramente effettuata di recente, ci fanno presumere che l'aspetto originario dell'esterno fosse diverso: sicuramente era intonacato e, probabilmente, presentava affreschi come la vicina chiesa di Vigano, l'oratorio della cascina Donato del Conte di Gaggiano e la chiesa di sant'Antonio Abate a Castelletto di Abbiategrasso. Sulla lapide murata è riportata la data di costruzione: 1418 e il nome die committenti, i fratelli Bernardo e Gabriele Sala.
Ma è l'interno a sorprenderci, con una decorazione sicuramente risalente alla fine del '400 o ai primi del '500, che dimostra come l'artista conoscesse bene sia il lavoro svolto da Leonardo da Vinci nella sala delle Asse al castello Sforzesco di Milano, che la bellissima decorazione che orna la canonica della chiesa di Santa Maria della Passione di Milano, dipinta dal Bergognone.

La qualità e la raffinatezza degli affreschi - si noti l'eleganza della soluzione dei pilastri vuoti, che incorniciano i tronchi a loro volta potati come le colonne bramantesche del chiostro di sant'Ambrogio a Milano e che scandiscono le pareti proseguendo con i rami in corrispondenza delle costolature delle lunette del soffitto, ricorda la mano di Bernardino Luini, sebbene non abbiamo documentazioni che lo possano dimostrare.

Tutto l'interno presenta una decorazione su fondo azzurro cielo, contro la quale si stagliano una serie di statue dipinte nei toni chiari dell' ocra, separati da alberi le cui fronde s'intrecciano a formare una pergola che ricopre tutto il soffitto, come nella sala delle Asse. le statue raffigurano diversi santi: si distinguono san Sebastiano, san Rocco, santa Barbara, sant'Ambrogio e altri. Il soffitto, in stile gotico a lunette è interamente ricoperto dall'affresco color cielo e dalle foglie lobate e dai rami che disegnano eleganti motivi gotici, fino a incorniciare lo stemma nobiliare della famiglia. 



Riferimenti:per la visita rivolgersi alla Trattoria S. Galdino Via Vittorio Emanuele, 22 · 02 944 0434